Il territorio del mandamento di Sondrio testimonia la secolare relazione
 tra le comunità locali e le risorse del sottosuolo. 
Attraverso l'indagine delle attività legate all'estrazione e alla trasformazione dei minerali, 
tra cui le attività estrattive d'alta quota, 
i centri fusori e le numerose testimonianze materiali ancora presenti sul territorio, 
emerge il racconto di una tradizione metallurgica e manifatturiera 
che ha caratterizzato lo sviluppo economico della valle per secoli, 
lasciando tracce storiche ancora oggi ben riconoscibili.

IL VERSANTE OROBICO

Il versante orobico si distingue per aver ospitato un sistema estrattivo e metallurgico fortemente strutturato, la cui filiera del ferro ha caratterizzato in modo capillare l'alta quota e il fondo valle. 
Le indagini storiche e archeologiche, coordinate dall'Università degli Studi di Torino, mettono in luce un'organizzazione complessa e specializzata, dove le miniere di ferro, i forni di arrostimento e riduzione — ben documentati da complessi siderurgici d'alta quota come quelli della Val Venina, della Scaletta, del Vitalengo e del Publino — operavano in stretta sinergia con le fucine storiche di Fusine e Castello dell'Acqua per garantire una produzione costante ed efficiente. 
Questo paesaggio archeominerario, profondamente impresso nelle valli orobiche del Mandamento, testimonia la presenza di maestranze qualificate e di investimenti economici significativi che hanno guidato lo sviluppo sociale, tecnologico ed economico dell'intera zona.

Forno di riduzione con accumulo di minerale ferroso dalla Val Venina
Forno di riduzione con accumulo di minerale ferroso dalla Val Venina

LA VALMALENCO

La Valmalenco custodisce un paesaggio minerario di straordinaria complessità, inserito in un territorio ricco di risorse naturali e geologiche. 
Tra le molteplici potenzialità del sottosuolo malenco, la ricerca si è concentrata su due filiere rappresentative, in cui si intrecciano attività estrattive e manifatturiere: da un lato la pietra ollare, lavorata per produrre i tradizionali lavecc nel complesso archeominerario dell'Alpe Pirlo, tra miniere e torni idraulici; dall'altro l'estrazione e la fusione dei minerali metallici, testimoniate dalle evidenze archeometallurgiche dell'Alpe Campascio e della Val Torreggio.

La ricerca archeologica, coordinata dell'Università degli Studi di Torino, si integra con analisi paleoambientali e di laboratorio, condotte dal Laboratorio di Palinologia Paleoecologia CNR-IGAG Milano, per comprendere i processi di sfruttamento delle risorse, le tecnologie produttive e le interazioni tra attività umane e ambiente nel corso del tempo.

Scorie di fusione dei metalli, le cosiddette “loppe”
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