L'ANTICA FUCINA BAZZI
La fucina Bazzi di Fusine è un edificio storico che testimonia la centralità della lavorazione del ferro nello sviluppo del territorio e attraverso cui è possibile leggere l’evoluzione di saperi nel corso dei secoli. Gli studi su questo complesso produttivo da parte dell’Università di Torino, che hanno compreso indagini archivistiche e lo scavo archeologico, hanno permesso di gettare luce sulla vita della fucina, dalla sua fondazione fino alle sue ultime lavorazioni.
L’edificio venne probabilmente costruito negli ultimi decenni del XVI secolo: nel 1577 si sa che il terreno su cui ora sorge la fucina (e che conteneva anche un mulino) passò da Ludovico Baracchi nelle mani di una famiglia comasca. Anche i dati archeologici confermano che le prime attività nell’area vennero svolte sul finire del Cinquecento. Già allora l’impianto era dotato di una forgia dove veniva scaldato il metallo prima di procedere con la battitura a martello sull’incudine o mediante il maglio a ruota idraulica messo in moto dall’acqua della vicina roggia. Inoltre, doveva già essere presente una tromba idroeolica, che consentiva di convogliare aria nella forgia per alimentare il fuoco. Il pavimento era in terra battuta per evitare il propagarsi di incendi e per attutire i colpi del maglio, mentre i muri in pietre legate con poca malta e il tetto in piode rispecchiavano appieno l’architettura rustica locale. Si trattava quindi di un edificio di dimensioni contenute e dotato del solo piano terra, ma che possedeva tutti i requisiti per portare avanti attività produttive.
Nei secoli successivi le attività nella fucina proseguirono senza soluzione di continuità. La documentazione settecentesca riporta prima il nome del maestro Ludovico Balestra e poi del maestro Battista Gusmeroli. Ancora, nel 1801 la fucina passò alla famiglia De Maestri che la tenne non oltre il 1853, quando risulta essere di proprietà di Giacomo Bazzi. È quindi possibile seguire attraverso questi passaggi di proprietà lo sviluppo e l’affermazione di alcune importanti famiglie legate alla vita produttiva, economica e politica del territorio.
Nel corso del Novecento l’edificio venne in parte ampliato con l’aggiunta di un magazzino sul retro. Anche i macchinari vennero ammodernati e in parte sostituiti con nuovi attrezzi alimentati dall’energia elettrica, come il maglio elettrico e la turbina per l’aria. La fucina smise di essere operativa nel corso degli anni ’80 del secolo scorso.
Gli oggetti prodotti nella fucina erano soprattutto utensili per essere impiegati in agricoltura. Zappe, vanghe, badili, vomeri e picconi sono alcuni esempi dell'assortimento degli strumenti forgiati dai fabbri nei mesi invernali. Durante la primavera e l'estate nella fucina si svolgevano essenzialmente riparazioni o lavori slegati dalle attività agricole, come chiavi e serrature.